Havala

A Kulen Vakuf, nella valle del fiume Una, di fronte all'Ostrovica, sono ancora visibili i resti dell'antico forte di Havala, commissionato nel XVII secolo dal sultano Ahmed III.

Questo borgo era costituito da porte di pietra e da una Tabija [1]. Il lato orientale era circondato da una muraglia alta cinque metri e larga un metro. È tuttora visibile il mihrab [2], mentre in prossimità della porta di ingresso principale vi erano un mesdžid [3] e due torri. Nel corso dei secoli l'Havala ha rappresentato un punto strategico: dalla fortificazione si supervisionava il ponte sulla Una, Kulen Vakuf e le strade sul lato destro del fiume che collegavano la Bosnia alla Lika e alla Dalmazia.

Un cimitero musulmano ospita la tomba di Smail-beg Kulenovic, uno dei Dizdar (ossia comandanti) del forte di Havala. La lapide, a forma di sarcofago con due pietre tombali verticali, è costituita da una pietra locale molto resistente. Sulle lapidi sono ancora leggibili alcune scritte in arabo e in turco.

[1] Tabija – dall'arabo, è la sezione del forte in cui sono ospitati i soldati.

[2] Mihrab - nicchia semicircolare di una moschea; indica la qibla, ossia la direzione della città di Mecca e del santuario islamico della Kaʿba. Durante la preghiera i musulmani si prostrano verso la Mecca: l'imam (il sacerdote) sta nel mihrab, gli altri stanno dietro di lui.

[3] Mesdžid - una stanza o un tempio per la preghiera. Si distingue dalla moschea perchè non ha alcun minareto.